Covid e aste immobiliari

Cosa è successo al mercato delle aste immobiliari? Qual è stato l’effetto Covid sulle attività degli uffici giudiziari?
Un rapido sguardo sulle principali conseguenze della pandemia sulle compravendite tramite asta e le previsioni future della ripartenza autunnale…Buona lettura

Stop delle procedure

Il lockdown che ha interessato il nostro Paese ha avuto come principale e immediato effetto quello della sospensione di tutte le attività giudiziarie dei Tribunali. Sono state rinviate più di 30 mila aste per un valore di circa 3,7 miliardi (fonte: Osservatorio T6 su dati del ministero della Giustizia). Un dato che insieme al calo del 40% delle procedure di esecuzione immobiliare (ovvero quelle che portano alla vendita dei beni di debitori e al rimborso dei creditori) nel primo semestre del 2020, determina il rallentamento di un settore i cui tempi sono già di base molto lunghi. 

La ripartenza autunnale

Facendo un parallelo con l’andamento negativo del mercato immobiliare tradizionale anch’esso colpito dalla crisi economica innescata dal coronavirus, la ripartenza autunnale sarà tutt’altro che facile. Ci sono tuttavia buoni scenari e condizioni che faranno da spinta motrice al mercato immobiliare: i prezzi del residenziale infatti vedranno una diminuzione del 2,6% , ma di pari passo anche le compravendite diminuiranno. È proprio in questo particolare scenario che a fare la differenza sarà la velocità nella chiusura delle esecuzioni immobiliari, in quanto questo permetterà al creditore di ottenere in tutto o in parte i crediti dovuti e allo stesso tempo di recuperare e reimmetterà la liquidità nel sistema economico.

Tempi e tribunali

I Tribunali torneranno ad essere pienamente operativi dopo la metà di settembre, tuttavia, come stabilito dal Decreto Legislativo Cura Italia, le procedure esecutive relative agli immobili come abitazioni principali (che rappresentano il 50% delle attività) sono bloccate fino al prossimo 30 ottobre 2020. Si tratta di uno stop che determinerà un forte accumulo di arretrato, ma allo stesso tempo non aumenteranno le iscrizioni degli immobili.

A determinare la ripartenza saranno le capacità performanti dei singoli Tribunali: la media è di circa 5 anni ma la situazione è differente da tribunale a tribunale. Le maggiori difficoltà sono al Sud:  Potenza il 51,8% delle pratiche è ultradecennale, a Matera il 43,3 e a Salerno il 40,7%. 

La differenza tra Nord e Sud emerge anche dall’esame dei tribunali: quelli che vantano i tempi più veloci si localizzano tutti nel Centro e nel Nord e sono quelli che più si avvicinano alle medie europee dei 3 anni.