Seconda casa: quanto costa mantenerla?

Tutti sogniamo di possedere una casa al mare o in montagna in cui poter trascorrere le vacanze. E in merito si può affermare che circa il 70% degli italiani ha realizzato questo sogno diventando proprietari di seconde case. Ma prima di acquistare una casa per le vacanze è buona prassi valutare oltre al prezzo, quali saranno le spese per il mantenimento.

Di seguito troverai indicati i principali costi da fronteggiare per la gestione di una seconda casa e alcune soluzioni utili per trovare un margine di risparmio almeno nella fase di acquisto…buona lettura!

Le spese

Per mantenere e gestire la proprietà di una seconda casa, le principali spese da sostenere sono:

  • Tasse per acquisto;
  • Spese notarili per la registrazione;
  • Spese agenzia;
  • Imposta sul reddito;
  • IMU, TARI, TASI;
  • Utenze (se non locata)

Tasse per l’acquisto 

Tra le spese principali da sostenere per la seconda casa ci sono le tasse legate all’acquisto, più alte di quelle previste per la prima casa in quanto l’immobile seconda casa è di minor interesse pubblico per la legge costituzionale che disciplina il diritto all’abitazione. Inoltre non è prevista nessuna forma di agevolazione fiscale.


Al momento della compravendita e quindi della registrazione dell’atto di acquisto dell’immobile occorre pagare:


l’imposta di registro, che ammonta al 9% del valore catastale rivalutato se l’acquisto è tra privati (per la prima casa l’imposta è al 2%)

imposta ipotecaria e catastale, di € 50 cadauna (come per la prima casa)


Se l’acquisto è da costruttore entro i 5 anni, l’imposta di registro è fissa di € 200 con IVA al 10%, le imposte ipotecaria e catastale, € 200 cadauna.
Se oltre i 5 anni, l’imposta di registro è del 9%, l’IVA al 9% e le imposte ipotecaria e catastale, € 50 cadauna.

Spese notarili e di agenzia
Le spese del notaio anche in questo caso sono più alte rispetto quelle per l’acquisto della prima casa, tuttavia è bene sempre chiedere un paio di preventivi prima di selezionarne uno. L’alternativa potrebbe essere quella affidarsi ad un’agenzia in modo da velocizzare le procedure burocratiche necessarie (come la verifica della documentazione di conformità dell’immobile). In questo caso ovviamente sarà necessario conteggiare anche le provvigioni da versare all’intermediario per l’acquisto della casa.

Imposta sul reddito
Occorre considerare che la seconda casa produce reddito e per questo dovrà essere inserita nella dichiarazione IRPEF. Qualora l’immobile fosse dato in locazione, vi è la possibilità, di adottare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, la cedolare secca, con due diverse aliquote:

  • 21% del canone di locazione annuo stabilito dalle parti;
  • ridotta al 10% se a canone concordato.

IMU, TARI, TASI
Sono le componenti dell’imposta unica comunale i cui soggetti passivi sono i proprietari di immobili diversi da abitazione principale (o prima casa).
Le imposte possono variare da comune a comune, tuttavia le aliquote di base si applicano sul valore catastale dell’immobile (rendita rivalutata con opportuni coefficienti di calcolo).

  • Per l’IMU (imposta municipale propria) l’aliquota base è dello 0,76%.
  • Per la TASI (Tributo servizi indivisibili il cui gettito è destinato alle casse comunali per la manutenzione delle strade, il verde pubblico, ecc ), l’aliquota è dello 0,1%.
  • La TARI (tassa sui rifiuti) invece viene corrisposta sulla base di una tariffa commisurata determinata dal Comune nel rispetto del principio “chi inquina paga”: vengono quindi considerate delle quantità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie dell’abitazione. Il pagamento spetta, nel caso di immobile locato, a chi detiene l’immobile e produce rifiuti solidi urbani, e non al proprietario.

Utenze
Sono le principali spese per la gestione ordinaria della seconda casa e di cui non si può fare a meno. Le bollette luce e gas sono a carico del proprietario se l’immobile non è locato.

È importante quindi avere un’idea chiara di quanto costa mantenere una seconda casa prima ancora di fare l’investimento. Le spese elencate qui sopra purtroppo sono fisse, ma una soluzione per il risparmio potrebbe essere quella di acquistare l’immobile all’asta e ad un prezzo più vantaggioso rispetto al mercato tradizionale: i margini di risparmio possono essere del 40%! Valutare modi alternativi di acquisto rappresenta il primo passo per fare un buon investimento, soprattutto quando si tratta di immobili.

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